1 settembre 2026

Il ritorno

Il 2º episodio di Chi, tratto da Corrier Boy nº 29/30 del 30 luglio 1982.



















Il primo episodio qui.

Il prossimo episodio tra un mese qui.

11 commenti:

Massimiliano ha detto...

Mi ero ripromesso di evitare di criticare fumetti a quasi mezzo secolo di distanza dalla pubblicazione, ma se non lo dico esplodo 😁. A suo tempo, non mi ero reso conto di quanto in basso fosse caduto il CdR, ormai Corrier Boy, forse perché negli anni '80 era ormai uscito completamente dal mio radar. Al di là dell'assoluta inconsistenza della storia e del disegno che fin dalla prime vignette sembra più adatto per la ErreGi, ma veramente stavano tentando di risollevare la tiratura mostrando un paio di bocce? Ancora peggio di quanto ricordassi ...

Rado il Figo ha detto...

Interessante questo Chi: nella prima puntata addormenta chi vuole fra vicini e lontani, fra l'altro selezionando chi colpire per la pennichella improvvisa, nella seconda addirittura riesce a captare solo le voci che lo chiamano in causa ignorando le altre. :-)

Fantasio ha detto...

Non a caso Milani non parlava volentieri del suo lavoro a CorrierBoy.

J_D_La_Rue_67 ha detto...

Scusate la mia ignoranza (mai più toccato Corrier Boy dopo che mio zio me ne regalò qualche numero, anche se era più tipo da Bliz), ma Milani per Corrier Boy non poteva scrivere qualcosa di meglio di 'sta merda? Non ne parlava volentieri?, si capisce perché, ma insomma...
UAN Aparici? Ma era Juan Aparici o Uan di Bim Bum Bam?

Kaksy57 ha detto...

Corrier Boy... un mix di inglese maccheronico e inglese che spiega il livello infimo cui era giunto il Corrierino, nell'inseguire i suoi lettori ormai diventati più grandi. Quanto alla storia, beh, a parte l'inconsistenza della trama, se aggiungiamo che fino al 1990 non esisteva alcuna metropolitana, a Los Angeles...

Maurizio ha detto...

CorrierBoy era una cosa indecente all'epoca. Rivisto oggi, è molto peggio. C'era di tutto (in negativo), comprese cose ai limiti del plagio. Ricordo una serie, Swea, che si basava principalmente su un personaggio femminile (molto) poco vestito. E in gran parte i disegni erano praticamente "ricalcati" sulle forme delle donne che comparivano in "Yor" di Juan Zanotto, al tempo pubblicato su Lanciostory.

Fantasio ha detto...

https://www.lospaziobianco.it/comeunromanzo/swea-lultima-principessa-guerriera/
Da notare che quelli di Allagalla, che hanno ripubblicato Swea, credono davvero che fosse un fumetto di valore. Prima che io finissi con NPE si erano offerti loro di pubblicare il mio saggio. Come ne hanno avuta in mano una copia (e avendo così letto i giudizi negativi sul passaggio a CorrierBoy) hanno fatto una giravolta a 180 gradi, sostenendo che mi ero "documentato male, a memoria" (dimenticando che ho indicato per ogni singola storia i numeri in cui è stata pubblicata e il numero di pagine, spesso diverso da quello originale per via dei rimontaggi), che serviva una "peer review" da parte di "esperti" (quali? In Italia solo Sani ne sa più di me sul CdP, e sul periodo che ho trattato, il 1961-1976, penso di saperne più io) e che io dovessi limitarmi alle "recensioni" ma senza dare "giudizi o voti" (snaturando del tutto la struttura e lo scopo del saggio). Detto in maniera più sintetica: ogni scarrafone (CorrierBoy) è bello 'a mamma soja.

J_D_La_Rue_67 ha detto...

Mi ricordo MOLTO vagamente di Swea, ricordava un po' la vecchia Vartan... ma Swea era disegnata ds Nadir Quinto, no?
Quinto mi è sempre piaciuto sul Giornalino, non ce lo vedo copione di Zanotto.

Michele Dr ha detto...

Non ho mai letto Swea. Per quanto riguarda i "ricalchi" potrebbe essere che più disegnatori usassero le stesse foto contenute nei "reference book" per i disegnatori (penso ai volumi di Eadweard Muybridge e a quelli del "Fairbrun system"). Dalle informazioni che leggo sulla trama non si capisce come una bianca "discendente dai vichinghi" possa essere stata adottata da una tribù indiana e inoltre il fumetto non sarebbe neanche così erotico o sentimentale, a dispetto dei vestiti succinti della protagonista. La mia impressione è che il fumetto fosse pensato come "specchietto per le allodole" per i lettori adolescenti di Corriere Boy che speravano che Swea nelle prossime storie "osasse" di più in senso erotico, cosa che non accadde mai. Poi può essere che alcuni lettori abbiano ricordi positivi di queste storie per semplice nostalgia, da cui la ristampa di Allagalla

Ciao.

Michele

Fantasio ha detto...

@Michele: ho un ricordo vago di Swea, ma posso almeno confermare la tua impressione: molto fumo, poco arrosto.

Maurizio ha detto...

Concordo con tutti i commenti precedenti su Swea, tranne che su una cosa. Non credo che i disegni di questo fumetto e quelli di Zanotto si somigliassero perché avevano le stesse fonti. Uno era proprio una copia dell'altro. Se fosse stato possibile sovrapporli, non ci sarebbe stata la minima differenza. e - parere del tutto personale - Zanotto e le sue storie erano di un livello (anche di testi, ma qui si parla di grafica) anni luce superiore.