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25 dicembre 2018

D'Annunzio e la marchesa

Grazia Nidasio se n'è andata ieri.
L'ho ricordata su Facebook.
Qui voglio presentare un suo lavoro apparso sui numeri 38 e 39 di Amica del 1980
e riproposto nel 2011 in un portfolio che conteneva sia un saggio critico sia alcune sue personali ricordi e considerazioni.

















4 commenti:

Unknown ha detto...

Appena letta la notizia, in fine di serata di Natale, mentre scorrevo i canali TV, sulla striscia di rainews24.
Sono corso subito qui, il segnalibro del corriere dei piccoli ha proprio la faccia di Valentina Mela Verde in fondo alla mia lunga lista.
E non so che fare, se non struggermi al ricordo di un bimbo di sette anni, il compleanno nella pensione al mare, e quel fumetto tanto atteso ogni settimana...

Massimiliano ha detto...

Valentina mela verde apparve sulle pagine del CdP proprio nel mio periodo di lettura sistematica della rivista. Lo rubricai subito come un fumetto per le bambine e la grafica, che sembrava risentire dello stile psichedelico tipico di quegli anni, non rispondeva pienamente ai miei gusti, che mi portavano a prediligere il tratto pulito della scuola franco-belga o le ambientazioni surreali di Jacovitti. Ma visto che leggevo tutto quello che il CdP proponeva, lo scorsi lo stesso. Catturò abbastanza in fretta la mia attenzione. Valentina era una studentessa di scuola media, e fui impressionato dalla raffigurazione della socialità tipica degli studenti delle scuole medie cittadine, articolata in aggregazioni, attività extrascolastiche e gite collegiali. Anche caratterizzata dai primi amori, anche se non mi sembra di aver colto allora questo aspetto. Non ricordo se abbia mancato io di rilevarlo o sia comparso con qualche ritardo nel fumetto.
Alla comparsa del personaggio frequentavo la seconda elementare, e lo seguii più meno fino all’inizio della quarta, e si trattò in ogni caso di un’anticipazione di dinamiche dell’età adolescenziale, come avrei verificato qualche anno dopo, abbastanza realistica e rappresentativa, pur nei limiti della testata.
Persi poi di vista sia il personaggio che l’autrice, che ho riscoperto in questo blog, venendo a conoscenza anche di alcuni precedenti. Non conoscevo, per esempio, il personaggio di Violante, ma (forse anche perché non fa parte delle mie memorie infantili) mi sembra sparisca rispetto alla serie di Valentina. Ho letto (non rammento se nel blog o altrove), che per Violante Maria Grazia Nidasio dovette attenersi a indicazioni editoriali della direzione, mentre per Valentina poté usufruire di maggiore autonomia creativa. Forse proprio la sintesi tra sceneggiatore e disegnatore ha conferito al personaggio quella vividezza e vivacità (imho) notata anche da un lettore, come me, già allora prevalentemente orientato al fumetto umoristico e d’avventura.
Ah, di Nidasio posso ricordare l’illustrazione dell’Orlando Furioso per ragazzi raccontato da Italo Calvino? L'ho rincontrata in alcuni studi cinquecenteschi, e chi fosse interessato può trovarne una descrizione in questo articolo.

Massimiliano ha detto...

link funzionante all' articolo

Alberto ha detto...

Grazia Nidasio rappresenta non la mia infanzia ma il modo incantato nel quale l'ho vissuta.
Ho avuto una grande fortuna ad averla accanto,nessuna più di Lei ha raccontato l'infanzia
in maniera così vera e così folle,l'ho amata in tutte le sue "ragazze",Violante in maniera
particolare, perchè così giovane e ingenua, qualità che ancora oggi mi appartengono.