16 maggio 2020

Ares-2 (sul prossimo numero)

Presentazione apparsa sul nº 17 del 24 aprile 1966 del Corriere dei Piccoli.



5 commenti:

Verlicchilaura7@gmail.com ha detto...

Aspetto con impazienza. . .

Unknown ha detto...

Questo disegno in spaccato dell'astronave ha condizionato tutta la mia vita. Da allora, ed avevo solo 7 anni, ho cominciato a disegnare progetti di astronavi, basi e stazioni spaziali e sempre quotati. Vi lascio immaginare la meraviglia dei miei insegnanti di applicazioni tecniche alle medie. Da lì la scelta di Architettura è stato l'ovvio passo successivo. E poi la passione per la fantascienza sia scritta che televisiva e cinematografica. Da 2001 di Kubrick è poi nata anche la passione per la musica classica, anche quella contemporanea (Ligeti...). Insomma penso che raramente un semplice disegno visto da bambino possa aver tanto influito. Grazie Corrierino anche perché ho finalmente scoperto che il difetto di sovrapposizione nelle due parti del disegno, che ancora gelosamente conservo, e che per 54 anni ho attribuito ad un mio errore, era colpa del CdP stesso.
Giovanni

Anonimo ha detto...

Quel che scrive Giovanni potrebbe bastare da solo a spiegare cosa è stato il Corriere dei Piccoli per tanti di noi che lo leggevamo all'epoca... Neanche i nostri genitori si rendevano pienamente conto di quanto fosse preziosa quella "rivista di fumetti" che ci regalavano... E quale terrore provassimo nel sentirci dire: "Non te lo compro più!". Noi imparavamo tutto, da quei "fumetti", e molti dei nostri buoni voti erano merito del corrierino, a cominciare da quelli in italiano, che parlavamo e scrivevamo correttamente perché cosi era scritto il Corrierino!

Massimiliano ha detto...

Mi associo alle considerazioni precedenti.
La quantità di informazioni proposte dal CdP era impressionante per l'epoca. Anche l'altra grande rivista per ragazzi, Topolino, non era male sotto questo punto, ma l'offerta di supporti didattici del CdP, aiutata anche dal formato e dalla rilegatura spillata, rimaneva superiore. Purtroppo è rimasta una stagione di breve durata, e in pochi anni si sarebbe tutto dissolto. Non sto a esaminarne i motivi, anche perché ne ho una conoscenza parziale e ipotetica, ma è una considerazione che non posso evitare nelle mie visite quasi quotidiane a questo bellissimo blog. L'unica evidenza è che Topolino, supportato da una multinazionale in cui i fumetti sono da decenni una linea di business minore (e il grosso della produzione infatti è italiana), ancora esiste, tra periodi migliori e peggiori, il CdP, prodotto di un'editoria italiana che affrontato vicende complicate, è estinto da tempo ...

Unknown ha detto...

Terza quarta e quinta elementare non dovevo perdere tempo a studiare storia, geografia e scienze. Sapevo già tutto, ed anche di più, grazie al CdP. Cartine da ritagliare ed incollare, schede da conservare, paginoni centrali da appendere alle pareti della stanzetta. Il mercoledi pomeriggio era il giorno più bello della settimana: usciva il CdP e fino a sera inoltrata non esisteva niente altro. Prima si leggevano i fumetti (ma si possono definire tali le autentiche opere d'arte di Battaglia e Nidasio, per esempio) ed i racconti e poi si cominciava l'opera di ritaglio, incollaggio, studio del Corrierino scuola che poteva durare per altri meravigliosi pomeriggi...