Ingenua Lina. Magari ci fossero persone che invitano a cena i "negri" (termine che ancora si poteva usare) e che li difendono con veemenza, e magari ci fossero razzisti che se ne vanno "con la coda tra le gambe" dopo una sfuriata. E' vero che la storia è di 40 anni fa, e forse all'epoca ci si poteva ancora illudere, chissà.
E' vero, la storia è di 40 anni fa, e li dimostra tutti. E la posta anche. E riflette una società che aveva dei problemi, ma anche dei modi di fare e vivere che oggi sono impensabili. Spesso, certo non sempre, in un confronto acceso ci si fermava per "buona educazione". E poi magari si ragionava. Oggi finisce a coltellate, più o meno metaforiche. Il mondo è cambiato, e non in meglio.
Che ricordi ha suscitato in me questa storia di Nicoletta (che -ribadisco- è brutta come la peste ma mi piace proprio per le sue semplici storie)... Ero bambino e a casa nostra, nel centro di Napoli, venne proprio uno studente di colore... Io che ero in B/N e non ne avevo mai visto uno così da vicino, ne fui terrorizzato e scappai a nascondermi piangendo. Furono vani i tentativi di mio padre di farmi tornare, non uscii finché non andò via... Sono passati più di sessant'anni e quando ci penso me ne vergogno ancora... Nella mia vita ho lottato contro tutte le ingiustizie e le discriminazioni ai danni di chi le subiva, per i diritti pieni delle donne, per la difesa degli animali fino a diventare vegetariano, ma mi resta quella che considero una macchia indelebile, pur tenendo conto dell'età. Avrei voluto tanto poterlo incontrare ancora e abbracciarlo, ma non l'ho più rivisto. Oggi me lo ha ricordato Nicoletta, ma mi torna in mente ogni volta che le cronache riportano ancora episodi di razzismo.
5 commenti:
Ingenua Lina. Magari ci fossero persone che invitano a cena i "negri" (termine che ancora si poteva usare) e che li difendono con veemenza, e magari ci fossero razzisti che se ne vanno "con la coda tra le gambe" dopo una sfuriata. E' vero che la storia è di 40 anni fa, e forse all'epoca ci si poteva ancora illudere, chissà.
E' vero, la storia è di 40 anni fa, e li dimostra tutti. E la posta anche. E riflette una società che aveva dei problemi, ma anche dei modi di fare e vivere che oggi sono impensabili. Spesso, certo non sempre, in un confronto acceso ci si fermava per "buona educazione". E poi magari si ragionava. Oggi finisce a coltellate, più o meno metaforiche. Il mondo è cambiato, e non in meglio.
Che ricordi ha suscitato in me questa storia di Nicoletta (che -ribadisco- è brutta come la peste ma mi piace proprio per le sue semplici storie)... Ero bambino e a casa nostra, nel centro di Napoli, venne proprio uno studente di colore... Io che ero in B/N e non ne avevo mai visto uno così da vicino, ne fui terrorizzato e scappai a nascondermi piangendo. Furono vani i tentativi di mio padre di farmi tornare, non uscii finché non andò via... Sono passati più di sessant'anni e quando ci penso me ne vergogno ancora... Nella mia vita ho lottato contro tutte le ingiustizie e le discriminazioni ai danni di chi le subiva, per i diritti pieni delle donne, per la difesa degli animali fino a diventare vegetariano, ma mi resta quella che considero una macchia indelebile, pur tenendo conto dell'età. Avrei voluto tanto poterlo incontrare ancora e abbracciarlo, ma non l'ho più rivisto. Oggi me lo ha ricordato Nicoletta, ma mi torna in mente ogni volta che le cronache riportano ancora episodi di razzismo.
Quanto hai ragione, Maurizio.
Bello il vestito di lui 😊
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