Metodico ma stupido. Per un po' ho pensato che tutti quei dettagli fossero finalizzati a creare un finale a sorpresa con alibi a prova di bomba, invece no.
Non avevo mai letto questa storia, ma in effetti (anche se non so quanto senso abbia postare una critica oltre mezzo secolo dopo la pubblicazione) mi ricorda uno dei motivi per cui avevo smesso di leggere il CdP. L'inseguimento del pubblico adolescenziale stile Intrepido, con la marginalizzazione della produzione di scuola franco-belga (perché non eliminarla del tutto, allora?) e l'inserimento di una produzione nazionale non sempre all'altezza (con notevoli eccezioni: una per tutte Una ballata del mare salato), di cui questa mi sembra un esempio, ebbe risultati discutibili. Magari si può notare che più o meno nello stesso periodo, la casa editrice Lancio (quella dei fotoromanzi), orientandosi al medesimo segmento di mercato, oltre a un certo recupero della scuola franco-belga (ripubblicarono Luc Orient, puntò molto sulla scuola sudamericana.
Concordo con quanto detto da Massimiliano e con la sua valutazione dell'evoluzione del fumetto di quegli anni (CdP/CdR in caduta libera; meglio Lanciostory, che seguì una parabola al contrario, alzando progressivamente il livello). Ricordavo la storia soprattutto per l'ottusità del personaggio.
Concordo con Massimiliano - del resto ho scritto le stesse cose nel mio libro. C'è da dire che Milani ha sempre realizzato storie di questo tipo, ma una volta erano abbastanze rare (lui stesso preferiva i suoi fumetti, oppure gli adattamenti dei classici o le storie di argomento storico, non cronachistico), nel CdR sono diventate onnipresenti.
6 commenti:
Ricordavo bene questa storia. In particolare, la scena dei biscotti. La memoria è strana... Nel 1974 avevo 12 anni.
Metodico ma stupido. Per un po' ho pensato che tutti quei dettagli fossero finalizzati a creare un finale a sorpresa con alibi a prova di bomba, invece no.
Non avevo mai letto questa storia, ma in effetti (anche se non so quanto senso abbia postare una critica oltre mezzo secolo dopo la pubblicazione) mi ricorda uno dei motivi per cui avevo smesso di leggere il CdP. L'inseguimento del pubblico adolescenziale stile Intrepido, con la marginalizzazione della produzione di scuola franco-belga (perché non eliminarla del tutto, allora?) e l'inserimento di una produzione nazionale non sempre all'altezza (con notevoli eccezioni: una per tutte Una ballata del mare salato), di cui questa mi sembra un esempio, ebbe risultati discutibili. Magari si può notare che più o meno nello stesso periodo, la casa editrice Lancio (quella dei fotoromanzi), orientandosi al medesimo segmento di mercato, oltre a un certo recupero della scuola franco-belga (ripubblicarono Luc Orient, puntò molto sulla scuola sudamericana.
Concordo con quanto detto da Massimiliano e con la sua valutazione dell'evoluzione del fumetto di quegli anni (CdP/CdR in caduta libera; meglio Lanciostory, che seguì una parabola al contrario, alzando progressivamente il livello). Ricordavo la storia soprattutto per l'ottusità del personaggio.
Concordo con Massimiliano - del resto ho scritto le stesse cose nel mio libro. C'è da dire che Milani ha sempre realizzato storie di questo tipo, ma una volta erano abbastanze rare (lui stesso preferiva i suoi fumetti, oppure gli adattamenti dei classici o le storie di argomento storico, non cronachistico), nel CdR sono diventate onnipresenti.
Riflessioni molto sensate.
Effettivamente, Milani o non Milani, sembra già un fumetto tirato via in stile Corrier Boy pur essendo la storia del 74.
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