Interessantissima storia, sotto molti aspetti, ma non la ricordavo, o forse a suo tempo ho perso questo numero. Sotto certi aspetti, indicativa delle difficoltà di proporre una narrazione non ancora stabilizzata ai bambini: la versione di Bonatti era nota dal 1961, e la conquista del K2 alla fine sembra più una brutta storia, confinata e edulcorata in un piccolo riquadro a p. 46. Sotto i medesimi aspetti, una storia di regime ...
(Ri-inviato dopo aver corretto errori di battitura) Ricordo bene questa storia, mi aveva colpito molto (sono del 1958). 25 anni dopo (sara' stato il 1995), ebbi occasione di incontrare Ardito Desio. Piu' che "incontrare", dovrei dire "vedere", nonostatente siamo stati presentati. Si aggirava ancora, da emerito, nel suo dipartimento di Scienze della Terra di Milano. All'epoca, le incongruenze della versione ufficiale erano gia' note ma Ardito Desio era stato largamente perdonato, soprattutto per ragioni di eta', era quasi centenario. E comunque i suoi meriti di geologo erano ben noti.
E' triste notare che anche in questa ricostruzione a fumetti dell'impresa del K2 ciò che passarono Bonatti e lo sherpa passa in secondo piano: è riassunto in una sola disascalia e per giunta falsa! "sorpresi dall'oscurità", come se fosse stata una loro imprudenza: oggi sappiamo che Compagnoni e Lacedelli spostarono APPOSTA un po' più in alto la loro tenda rispetto al punto concordato di ritrovo per la consegna delle bombole d'ossigeno....probabilmente per non ospitarli durante la notte e magari avere il giorno dopo un "terzo incomodo" che si prendesse i meriti per la scalata alla vetta del K2! Ma se Bonatti e lo sherpa quella notte fossero morti? Chissà quali falsità avrebbero raccontato, impossibili da smentire per giunta. Ma Bonatti è sopravvissuto ed ha potuto raccontare come sono andate davvero le cose...ed oggi la sua versione è riconosciuta come veritiera. Mi dispiace ammetterlo, ma più che un'impresa gloriosa si è trattato di un'impresa vergognosa!
D'accordissimo con Contix. Va detto però che nel 1968 pochissimi, e solo all'interno dei circoli alpinistici, conoscevano la verità, e anche in quell'ambiente erano una minoranza. Dubito che Milani ne sapesse qualcosa (io, che pure avevo letto molti resoconti, non ne sapevo nulla).
4 commenti:
Interessantissima storia, sotto molti aspetti, ma non la ricordavo, o forse a suo tempo ho perso questo numero. Sotto certi aspetti, indicativa delle difficoltà di proporre una narrazione non ancora stabilizzata ai bambini: la versione di Bonatti era nota dal 1961, e la conquista del K2 alla fine sembra più una brutta storia, confinata e edulcorata in un piccolo riquadro a p. 46. Sotto i medesimi aspetti, una storia di regime ...
(Ri-inviato dopo aver corretto errori di battitura)
Ricordo bene questa storia, mi aveva colpito molto (sono del 1958).
25 anni dopo (sara' stato il 1995), ebbi occasione di incontrare Ardito Desio.
Piu' che "incontrare", dovrei dire "vedere", nonostatente siamo stati presentati.
Si aggirava ancora, da emerito, nel suo dipartimento di Scienze della Terra di
Milano. All'epoca, le incongruenze della versione ufficiale erano gia' note ma Ardito Desio era stato largamente perdonato, soprattutto per ragioni di eta',
era quasi centenario. E comunque i suoi meriti di geologo erano ben noti.
E' triste notare che anche in questa ricostruzione a fumetti dell'impresa del K2 ciò che passarono Bonatti e lo sherpa passa in secondo piano: è riassunto in una sola disascalia e per giunta falsa! "sorpresi dall'oscurità", come se fosse stata una loro imprudenza: oggi sappiamo che Compagnoni e Lacedelli spostarono APPOSTA un po' più in alto la loro tenda rispetto al punto concordato di ritrovo per la consegna delle bombole d'ossigeno....probabilmente per non ospitarli durante la notte e magari avere il giorno dopo un "terzo incomodo" che si prendesse i meriti per la scalata alla vetta del K2! Ma se Bonatti e lo sherpa quella notte fossero morti? Chissà quali falsità avrebbero raccontato, impossibili da smentire per giunta. Ma Bonatti è sopravvissuto ed ha potuto raccontare come sono andate davvero le cose...ed oggi la sua versione è riconosciuta come veritiera. Mi dispiace ammetterlo, ma più che un'impresa gloriosa si è trattato di un'impresa vergognosa!
Contix
D'accordissimo con Contix. Va detto però che nel 1968 pochissimi, e solo all'interno dei circoli alpinistici, conoscevano la verità, e anche in quell'ambiente erano una minoranza. Dubito che Milani ne sapesse qualcosa (io, che pure avevo letto molti resoconti, non ne sapevo nulla).
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