20 ottobre 2026

Una grande centrale termoelettrica

Tratto dal Corriere dei Piccoli nº 42 del 15 ottobre 1961.







La centrale termoelettrica descritta dalla precedente infografica non è più attiva ed è attualmente in fase di smantellamento definitivo.
L'infografica illustrava la Centrale termoelettrica "Eugenio Montale" (inaugurata originariamente da Edisonvolta e poi passata a Enel), situata nella zona industriale di La Spezia. All'epoca della pubblicazione era presentata come "la più potente centrale termoelettrica d'Europa", alimentata prima a olio combustibile e successivamente a carbone.
La situazione attuale dell'impianto prevede:
  • Chiusura definitiva: Enel ha interrotto definitivamente la produzione di energia elettrica da carbone in questo sito il 31 dicembre 2021.
  • Smantellamento in corso: Dal 2024 è stato avviato un massiccio piano di demolizione delle strutture industriali (serbatoi, nastri trasportatori e sistemi di scarico del carbone nel porto).
  • Abbattimento del simbolo cittadino: All'inizio del 2026 sono partiti i lavori finali per demolire la storica e gigantesca ciminiera esterna alta 220 metri, completando la cancellazione visiva del vecchio impianto fossile dal panorama cittadino
  • Il futuro dell'area: Il sito industriale sta affrontando una profonda transizione ecologica. Enel vi ha già installato un sistema di accumulo a batterie (BESS) da 21 MW ed è in corso una progressiva riconversione dell'area per ospitare nuove attività produttive ecosostenibili.
Negli anni l'impianto è stato al centro di storiche battaglie civili e ambientali a causa dell'inquinamento da combustibili fossili (olio combustibile prima, carbone poi):
  • Inquinamento atmosferico: Prima delle dismissioni parziali dei vecchi gruppi, la centrale rilasciava nell'aria oltre 3 milioni di tonnellate di CO₂ all'anno, oltre a tonnellate di ossidi di azoto (NOx), anidride solforosa e metalli pesanti (come il vanadio) che si depositavano sul golfo e sui comuni limitrofi come Arcola
  • Emergenza polveri sottili: Studi epidemiologici e report ambientali (come quelli di ISPRA o di associazioni come Europe Beyond Coal) hanno stimato per anni un pesante impatto sulla salute pubblica, quantificando decine di morti premature annue, oltre a picchi di bronchiti croniche, ricoveri ospedalieri e attacchi d'asma nei bambini dovuti alla dispersione delle polveri ultrafini e alle ceneri di carbone.
  • Pressione sulle acque: Il sistema di raffreddamento a ciclo aperto pescava e scaricava enormi volumi d'acqua nel Golfo di La Spezia, alterandone localmente la temperatura e l'ecosistema marino.
La cessazione definitiva del carbone e il progressivo abbattimento delle ciminiere hanno chiuso questo capitolo di compromesso industriale, aprendo la strada alla bonifica dei suoli e alla riconversione green del polo.
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