16 maggio 2026

Johann Gutenberg - Giacomo Alberione

Tratto dal Giornalino nº 36 del 14 settembre 1988.



2 commenti:

Manlio ha detto...

Accostamento un po' forzato, quello tra il padre della stampa e Don Alberione. Si vede che era, comunque, un giornale paolino.

MIchele Dr ha detto...

Interessante l'aneddoto di Don Alberione sulla "buona stampa". In effetti il Giornalino pubblicava sulle sue pagine fumetti di grande qualità ma aveva appunto il grosso problema di avere un editore a cui non interessavano i fumetti in quanto medium in grado di parlare di cose importanti a tutti. Il Giornalino in sostanza era pensato dall'editore San Paolo come un mezzo per mantenere i ragazzi in ambienti di educazione cattolici (oratorio, Azione Cattolica, scout...). Questo spiega perché ad esempio per decenni Gianni De Luca venne ignorato dai critici del fumetto italiani mentre all'estero era conosciuto ed ammirato da molti più studiosi. Purtroppo anche il Corriere dei Piccoli era altrettanto "strumentalizzato" ovvero il suo editore pensava questa rivista solo come un modo per far crescere futuri "lettori del Corriere della sera". Prova di questo è il fatto che venivano ristampati subito in volumi da libreria i racconti e romanzi pubblicati a puntate sul Corrierino (ad esempio quelli di Mino Milani) ma i fumetti erano molto meno ripubblicati in volumi a sé (ricordo negli anni '60 e '70 solo alcuni volumi del Signor Bonaventura e di Pier Lambicchi, dopo molti decenni ci furono volumi di Valentina Melaverde e simili). Il Giornalino pubblicava un po' più ristampe in volumi da libreria, soprattutto riduzioni di classici (il Shakesperare del già citato De Luca e riduzioni di Verne, Stevenson e altri). Rimane il fatto che si arrivò molto in ritardo in Italia ad albi da libreria autonomi e prestigiosi come quelli in Francia.

Ciao.