Visualizzazione post con etichetta 2024. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2024. Mostra tutti i post

29 luglio 2026

Internazionale Kids - Marzo 2024

L'illustrazione di copertina (del 54º numero di Internazionale Kids) è dell'illustratrice italiana Cristina Spanò, che vive a Barcellona, in Spagna.

In copertina c'è scritto "bambini" in creolo capoverdiano, una lingua creola derivata dal portoghese e parlata nell'arcipelago di Capo Verde situato a nordovest del continente africano. Dov'è la scritta?



26 luglio 2026

Nel migliore dei mondi possibili

Tratto da Internazionale Kids nº 53 (febbraio 2024).



22 luglio 2026

熱い Caldo

Tratto da Internazionale Kids nº 53 (febbraio 2024).



19 luglio 2026

Internazionale Kids - Febbraio 2024

L'illustrazione di copertina (del 53º numero di Internazionale Kids) è dell'illustratore francese Simon Landrein, che vive a Bayonne, in Francia.

In copertina c'è scritto "bambini" in estone, la lingua ufficiale dell'Estonia. È una delle lingue ufficiali dell'Unione Europea. Dov'è la scritta?



15 luglio 2026

Immaginare nuovi futuri

Tratto da Internazionale Kids nº 52 (gennaio 2024).



12 luglio 2026

鹿 Cervo

Tratto da Internazionale Kids nº 52 (gennaio 2024).



8 luglio 2026

Internazionale Kids - Gennaio 2024

L'illustrazione di copertina (del 52º numero di Internazionale Kids) è del fumettista e illustratore francese François Ravard, che vive a Dinard, in Francia, nel cuore della Bretagna.

In copertina c'è scritto "bambini" in ewondo, la lingua più parlata del centro del Camerun, compresa la capitale Yaaoundé. Dov'è la scritta?



27 dicembre 2024

Giampaolo Ormezzano ci ha lasciato

Ieri Giampaolo Ormezzano ci ha lasciato.
Ricordo molto bene per moltissimi anni la sua firma in tutti gli articoli sportivi del Giornalino.
Qui sotto una sua intervista dell'anno scorso in cui ripercorre la sua carriera e la sua vita.

8 dicembre 2024

Le affinità tra il Giornalino e il Vittorioso

Tratto da Vitt&Dintorni nº 62 del dicembre 2024.













23 ottobre 2024

L'ultimo numero del Giornalino

La copertina e due pagine interne dell'ultimo numero del Giornalino: il nº 41 del 20 ottobre 2024.

E leggendo la pag. 21 si deduce che i fumetti saranno relegati, una sola volta al mese, nella 4ª nemesi del defunto settimanale.







5 ottobre 2024

Il Giornalino: il numero del centenario

In questo blog ho presentato
• la copertina del cinquantenario del Giornalino: qui
• la copertina del 75º del Giornalino qui, con altri servizi qui e qui e qui

Quest'anno si festeggia il centenario e nel primo numero del 2024 non appariva neppure l'indicazione Anno C, ma ancora Anno XCIX come si può vedere qui.

Allora ho aspettato che arrivasse il primo numero di ottobre per vedere se in copertina sarebbe apparso qualcosa per ricordare i 100 anni e ho trovato solamente questo.



Insomma niente di niente in copertina.

E all'interno ho trovato solamente queste due misere paginette senza assolutamente nessun contenuto.



E in ultima pagina questa pubblicità.



Questo è il modo in cui si festeggiano i 100 anni di un glorioso (una volta, non adesso) settimanale per ragazzi.

I più curiosi potranno trovare qui il press-kit che annuncia i 4 nuovi mensili che sostituiranno il settimanale a partire dal 24 ottobre.
Io penso che non comincerò neanche ad acquistarli perché, secondo me, dureranno meno di un gatto sull'Aurelia.

Lo sconforto è tanto, ma mi farò una ragione che non non sempre si riesce a morire degnamente.

15 agosto 2024

Evviva! L'avventura prosegue

Ieri si è conclusa la mia terza raccolta fondi (dopo quelle del 2016 e 2021) che mi ha permesso di raccogliere 3.225,00 € (più della cifra che mi ero proposto) da 72 sostenitori che ringrazio di cuore.

Dopo l'odierna sosta ferragostana per ricaricare le batterie da domani il blog continuerà a riproporre le consuete riproduzioni amatoriali delle storie provenienti dalle mie polverose cassapanche.

Buon ferragosto a tutti!





Immagine di Grazia Nidasio tratta dal racconto "Scaramacai e il suonatore" apparso sul Corriere dei Piccoli nº 50 del 10 dicembre 1961.

13 agosto 2024

Scalpiccii sotto i platani

Anche se non c’entra niente con i giornalini che tanto amo e le cui storie qui quotidianamente ripropongo,
quest'oggi voglio fare una eccezione e introdurre un bellissimo spettacolo che ricorda un avvenimento di 80 anni fa.
La bravissima Elisabetta Salvatori (accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli) con questo spettacolo,
(qui presentato in 4 parti di una decina di minuti ciascuna) ci racconta di un piccolo paese della Versilia.

Per non dimenticare.











L'11 o il 12 agosto di quasi tutti gli anni salgo a Sant'Anna, in una sorta di pellegrinaggio laico, per non dimenticare.

15 luglio 2024

Ah, ma è evidente, muoio

Ah, ma è evidente, muoio,
Sto per morire, che siano giorni
o anni, sto per morire,
muoio. Lo fanno tutti,
dovrò farlo anch'io. Sì, mi conformo
alla regola banale. Però intanto,
tra un sonno e l'altro finché esiste il sonno
(solo chi è in vita gode del suo sonno)
guardando il cielo, girando gli occhi
intorno, in questi istanti incerti
io sono certamente un'immortale.


Con questa bella poesia di Patrizia Cavalli ho risposto al commento di un anonimo che qui, due anni fa, affermava che il blog stava morendo.
No, il blog non è morto e non sta morendo.
Si stanno solamente esaurendo le risorse finanziarie che lo stanno mantenendo in vita.
Come si può leggere nel documento relativo alla trasparenza delle spese a fine giugno c'erano in cassa risorse per soli altri 2 mesi di vita.
È per questo motivo che un mese fa ho aperto una raccolta fondi che proprio oggi è arrivata a metà del suo cammino.
Fino ad oggi 47 persone hanno donato 1780 € (corrispondenti a 1665 € netti) che garantiscono risorse per altri due anni.
Se nel prossimo mese, prima della chiusura della raccolta prevista per ferragosto, si aggiungono altri sottoscrittori
e si raggiunge l'obiettivo di 3000 € allora si prolunga ancora di più la quotidiana permanenza di questo vecchio blog sul web.


15 giugno 2024

L'avventura prosegue


Come già accaduto due volte in passato anche quest'anno, con l'arrivo del'estate, è partito il crowdfunding!
Ho deciso di aprire una nuova campagna di crowdfunding qui per sostenere le spese di mantenimento del blog per i prossimi anni.
Andate a curiosare (ci sono delle belle immagini di Grazia Nidasio, Attilio Micheluzzi, Giorgio Cavazzano, Aldo Di Gennaro, Bonvi, Milo Manara, Dino Battaglia, Gianni De Luca e Massimo Mattioli) e poi donate il vostro obolo.
Grazie a tutti!


20 aprile 2024

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo



«Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924.
Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro. Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.
In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.
Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.
Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista.
Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?
Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.
Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).
Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra.
Finché quella parola, Antifascismo, non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.»

Si tratta del testo integrale del monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile che lo scrittore avrebbe dovuto portare a “Che sarà” ma che è stato censurato dalla Rai.
Anche se non si tratta di fumetti condivido questo monologo nel blog e nei vari canali sociali a cui ho accesso, in modo che arrivi a tutti, per poter essere letto, riletto e studiato.

4 marzo 2024

Le radici storiche di una tragedia attuale: il conflitto israelo-palestinese

Ieri il blogger ha seguito a Palazzo Blu un seminario (molto lungo: quasi 2 ore) per rinfrescarsi le ragioni di una tragedia dalle origini molto lontane.



3 marzo 2024

26 febbraio 2024

Ecco: mi sono sfogato

In un commento del post precedente vedo scritto
Mi attendo quindi - per correttezza - che il curatore di questo blog si assuma cortesemente l'impegno di pubblicare giornalmente,
accanto a eventuali post di sua scelta, anche un post aderente alla denominazione del blog.
Perché mai dovrei assumermi un impegno di tal genere?
Io pubblico anche ben più di un post al giorno relativo ai fumetti: molto spesso (tranne il venerdì) ne pubblico anche due o tre.
Ci sono però dei giorni in cui non ne pubblico nessuno.
Ad esempio alcune settimane dello scorso anno sono stato in ferie e in altre sono stato ricoverato in ospedale e non ho ovviamente pubblicato nessun post.
E nessuno allora (anche se aveva partecipato al crowdfunding) si è lamentato o ha preteso la pubblicazione dei post giornalieri.
Cosa c'è di diverso adesso?
Non vi piacciono tre giorni di post relativi a un fatto terribile (manganellare dei ragazzi senza motivo) ?
Allora non leggete questi post e fate finta che io sia per un'altra settimana in ospedale come è successo lo scorso ottobre.
Veramente non capisco.
E soprattutto non capisco le persone che avendo finanziato il blog per aiutarmi a sostenere le relative spese
si aspettino poi in cambio che ci sia un contratto per cui io debba produrre un post al giorno sui fumetti tutti i santi giorni.
Ma siamo matti?
Non sono un editore che pubblica una rivista e che ci guadagna nel venderla.
Sono un semplice appassionato che dedica tutto il suo tempo libero (senza nessuna remunerazione!) a questa passione per i fumetti e la condivide nel blog.
E sono ben lieto che gli appassionati come me mi aiutino finanziariamente.
Vuol dire che condividiamo gli stessi interessi.
E se per uno-due-cinque giorni sono scosso per quello che mi accade intorno allora lo dico e lo scrivo.
Non vi interessa? Non leggetelo!
Pensate che sia un becero comunista? Lasciatemi perdere!
Ma non pretendete qualcosa da me, perché non c'è nessun contratto tra di noi.
Tra pochissimi mesi i fondi esistenti purtroppo termineranno e io lancerò un altro crowdfunding.
Allora sarete liberissimi di non partecipare sfruttando i finanziamenti di coloro i quali invece vogliono aiutarmi
e non mi criticano se per qualche giorno lascio da parte la mia passione per qualcosa di decisamente più importante.
Ecco: mi sono sfogato.

Questo blog è solidale con Sara, con sua figlia Gemma e con tutti gli altri studenti che oggi tornano a scuola a testa alta






«Hanno manganellato violentemente i ragazzi senza dire nulla. Ero con delle colleghe e ho visto la prima carica ai nostri alunni. È successo tutto velocemente. Parliamo di studenti medi, ragazzini, e moltissimi studenti della nostra scuola. Con altre colleghe ho provato a portarli via, ho pensato che non si sarebbe messa molto bene. Sono entrato nel bar e ho sentito una mia studentessa urlare “Prof!”, aveva la mano rotta da una manganellata, tremava come una foglia. Ha 16 anni, è fragile e dolcissima. Mi ha detto: “Prof, il poliziotto rideva mentre mi picchiava”. Uno studente disabile è stato travolto inuna delle tre cariche. È inaudito. Sono tornato a casa sconvolto: una studentessa con la testa rotta, un’altra, bravissima, presa a manganellate sulla schiena».
(Prof. Lorenzo Carletti - Pisa)